Passaporto batteria: domande frequenti sul Regolamento (UE) 2023/1542
Tutto quello che c'è da sapere sul passaporto digitale della batteria previsto dal Regolamento (UE) 2023/1542: cos'è, a quali batterie si applica, da quando, chi ne è responsabile e quali dati deve contenere.
Un'informazione generale, non una consulenza legale
Queste risposte riassumono la nostra lettura del Regolamento (UE) 2023/1542 a scopo informativo; non costituiscono né una consulenza legale né una certificazione di conformità. Diversi atti di esecuzione e atti delegati della Commissione europea devono ancora precisare alcuni punti — questa pagina sarà aggiornata man mano che verranno pubblicati.
Capire il passaporto batteria
Che cos'è il passaporto batteria?
Il passaporto batteria (o passaporto digitale della batteria) è un fascicolo elettronico specifico per ogni singola batteria, introdotto dal Regolamento (UE) 2023/1542. Raccoglie le informazioni essenziali sulla batteria — identificazione, composizione, impronta di carbonio, contenuto riciclato, dovuta diligenza, prestazioni e durabilità — e resta accessibile per tutta la sua vita grazie a un codice QR apposto sulla batteria. A differenza di un'etichetta stampata una volta per tutte, viene mantenuto aggiornato lungo il ciclo di vita della batteria.
Cosa prevede il Regolamento (UE) 2023/1542 sulle batterie?
Il Regolamento (UE) 2023/1542 relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie sostituisce la direttiva 2006/66/CE. Entrato in vigore il 17 agosto 2023 e applicabile progressivamente dal 18 febbraio 2024, è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri e copre l'intero ciclo di vita delle batterie immesse sul mercato europeo: durabilità e sicurezza, etichettatura, impronta di carbonio, contenuto riciclato, dovuta diligenza sulle materie prime, raccolta e riciclo. Il passaporto batteria, previsto dall'articolo 77, ne è uno dei pilastri.
Perché l'Unione europea impone un passaporto batteria?
L'obiettivo è la tracciabilità e l'economia circolare: dare ad acquirenti, riparatori, operatori di seconda vita, riciclatori e autorità un accesso affidabile alle informazioni necessarie per utilizzare, riutilizzare, riconvertire o riciclare una batteria, e per verificarne la conformità. Il passaporto rende inoltre verificabili le dichiarazioni ambientali (impronta di carbonio, contenuto riciclato) e l'approvvigionamento responsabile delle materie prime.
Chi è interessato, e da quando
Quali batterie devono avere un passaporto batteria?
L'obbligo del passaporto (articolo 77) riguarda tre categorie di batterie immesse sul mercato o messe in servizio nell'Unione: le batterie per mezzi di trasporto leggeri (ad esempio biciclette e monopattini elettrici), le batterie industriali con capacità superiore a 2 kWh (compresi i sistemi stazionari di stoccaggio dell'energia) e le batterie per veicoli elettrici. Le batterie portatili e le batterie di avviamento, illuminazione e accensione (SLI) non hanno un passaporto, ma restano soggette ad altri obblighi del regolamento, come l'etichettatura.
Da quando il passaporto batteria è obbligatorio?
Il passaporto batteria è obbligatorio dal 18 febbraio 2027 per le batterie interessate immesse sul mercato o messe in servizio a partire da tale data. Alcuni requisiti di dettaglio, in particolare il formato tecnico dei dati, devono ancora essere precisati dalla Commissione europea. Poiché la raccolta delle informazioni coinvolge spesso più fornitori della catena di approvvigionamento, è prudente prepararsi fin da ora.
Chi è responsabile del passaporto batteria?
L'operatore economico che immette la batteria sul mercato — di norma il fabbricante, oppure l'importatore per una batteria prodotta fuori dall'Unione — deve garantire che le informazioni del passaporto siano accurate, complete e aggiornate. Può affidare questo compito, tramite mandato scritto, a un altro operatore che agisce per suo conto. Quando una batteria è preparata per il riutilizzo o la riconversione, riconvertita o rifabbricata, tale responsabilità passa all'operatore che la reimmette sul mercato o la mette in servizio.
I fabbricanti al di fuori dell'Unione europea sono interessati?
Sì, non appena le loro batterie sono immesse sul mercato europeo: il regolamento si applica indipendentemente dal luogo di fabbricazione. In questo caso è l'importatore, in quanto operatore che immette la batteria sul mercato dell'Unione, a dover garantire che il passaporto esista e resti aggiornato — direttamente o tramite un operatore incaricato. Poiché la maggior parte dei dati proviene dal fabbricante, conviene organizzarne la trasmissione con anticipo.
Contenuto del passaporto e accesso ai dati
Quali dati deve contenere un passaporto batteria?
L'allegato XIII del regolamento elenca le informazioni richieste. Tra queste: le informazioni generali sul fabbricante e sulla batteria (identificativo unico, categoria, luogo e data di fabbricazione, peso, capacità, composizione chimica, sostanze pericolose, materie prime critiche); l'impronta di carbonio; le informazioni sulla dovuta diligenza; la quota di contenuto riciclato e rinnovabile; le caratteristiche di prestazione e durabilità (capacità, tensioni, potenza, durata prevista); la composizione dettagliata, le informazioni di smontaggio e le misure di sicurezza; e i dati sullo stato di salute della batteria. Le informazioni richieste variano in base alla categoria di batteria.
Chi può consultare le informazioni del passaporto batteria?
L'accesso è organizzato per livelli. Una parte delle informazioni è accessibile a tutti, in particolare tramite il codice QR. Altri dati più sensibili — composizione dettagliata, informazioni di smontaggio, stato di salute — sono riservati alle persone con un interesse legittimo (riparatori, operatori del riutilizzo e della seconda vita, riciclatori…) e alla Commissione. Infine, alcune informazioni, come i rapporti di prova che dimostrano la conformità, sono riservate agli organismi notificati, alle autorità di vigilanza del mercato e alla Commissione.
Come si accede al passaporto di una batteria?
Tramite un codice QR stampato o inciso sulla batteria in modo visibile, leggibile e indelebile. Il codice QR è collegato a un identificativo unico, proprio di ogni batteria, che dà accesso al suo passaporto. Quando la natura o le dimensioni della batteria non lo consentono, il codice QR figura sull'imballaggio e sui documenti che accompagnano la batteria.
Seconda vita e riciclo
Cosa succede al passaporto in caso di riutilizzo o seconda vita?
Quando una batteria è preparata per il riutilizzo o la riconversione, riconvertita o rifabbricata, riceve un nuovo passaporto, collegato al passaporto della batteria o delle batterie originarie. La responsabilità di questo nuovo passaporto spetta all'operatore che reimmette la batteria sul mercato o la mette in servizio: la storia della batteria non va quindi persa da una vita all'altra.
Il passaporto batteria esiste ancora dopo il riciclo?
No: il regolamento prevede che il passaporto cessi di esistere una volta che la batteria è stata riciclata. Fino ad allora accompagna la batteria in ogni fase — immissione sul mercato, utilizzo, eventuale seconda vita — e le sue informazioni aiutano gli operatori del trattamento a smontare e riciclare la batteria in sicurezza.
Preparare il passaporto batteria con AccuID
Come aiuta AccuID a preparare il passaporto batteria?
AccuID genera per ogni batteria un identificativo unico e il codice QR corrispondente (esportazione SVG, PNG o PDF), struttura quasi 60 campi in 7 categorie regolamentari modificabili per tutta la vita della batteria, applica lato server l'accesso per livelli previsto dal regolamento e gestisce trasferimenti di responsabilità e dichiarazioni di riciclo in uno storico a prova di manomissione. Il dettaglio, requisito per requisito, è sulla pagina Conformità.
Vuoi vedere come è coperto ogni requisito, o chi interviene in ogni fase del ciclo di vita della batteria?